venerdì 10 dicembre 2010



Il Consiglio della Vergogna!!

Notizie dalla seduta del Consiglio del 29.11.10 (12°_2010)


Cari colleghi,

l’ultima riunione del Consiglio del 29 novembre scorso è stata una vera vergogna.
Avevamo sollecitato una mobilitazione di protesta davanti alla sede in cui si tengono le riunioni e alcuni temerari si sono presentati, malgrado il rifiuto formale inviato dalla segreteria dell’Ordine nei giorni precedenti.

La situazione grottesca che ci si è presentata sono stati circa 7 colleghi fuori al freddo, in attesa di entrare per esercitare un loro diritto, ossia assistere alle riunioni del Consiglio che sono pubbliche, e il rifiuto netto, con cavilli burocratici vari, dei 9 consiglieri della maggioranza di Cultura e Professione che gestiscono l’Ordine. Ad opporci strenuamente siamo stai noi della SIPAP e il collega Piccinini di Altra Psicologia, ma non c’è stato niente da fare. La maggioranza è riuscita, stravolgendo il senso del Regolamento dell’Ordine, ad evitare persino che la questione venisse messa ai voti! Del resto è risaputo che “scripta manent”, e tutti avrebbero potuto leggere sul verbale di seduta che la responsabilità del NO era di “Cultura e Professione”.

I colleghi sono così stati rimandati a casa, una vera vergogna di antidemocrazia e di non trasparenza!

Cosa avevamo da nascondere, penseranno i più, per non volere spettatori? Era forse il rifiuto motivato, in fondo in fondo, dal fatto che il Consiglio, e la conseguente mobilitazione, doveva discutere il bilancio preventivo per il 2011? Su un po’ di buon senso, cerchiamo di non essere così cattivi! La riunione è finalmente iniziata discutendo del Bilancio 2011, ossia della previsione delle entrate e delle uscite per il prossimo anno.

Dallo studio che abbiamo effettuato di questo bilancio emerge la conferma della gestione dell’Ordine come di un ente burocratico e inutile. Il bilancio ci dice che, come negli anni passati, nel 2011 più dell’80% delle entrate, ossia dei quasi 3 milioni di euro versati dagli iscritti con le quote, saranno spesi per mantenere in piedi la struttura, ossia pagare l’affitto, le bollette, i dipendenti, i consulenti, i collaboratori, le indennità, i rimborsi ecc.

Ma oltre a questo, vi domanderete, quali sono le attività effettuate dall’Ordine?

L’attività principale è costituita dalle iniziative culturali, ossia dai convegni, seminari e dalla stampa del notiziario, sì il Notiziario dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, quell’amena pubblicazione che i più ricevono a casa via posta e cestinano prontamente senza neanche togliere il cellophane, tanto è inguardabile. Al tutto si aggiunge l’ufficio stampa che, come avrete notato negli ultimi anni, non conosce sosta nel promuovere e pubblicizzare l’attività degli psicologi!!! Tutte queste iniziative culturali costeranno nel 2011 ben 280.000 euro. Il bilancio è tutto qui, in questa estrema sintesi!

I consiglieri SIPAP si sono opposti e hanno presentato la proposta di destinare 125.000 euro, stornandoli dalle “magnifiche attività” sopracitate, ad attività di promozione e sostegno della professione dello psicologo e dello psicoterapeuta fra la cittadinanza e fra i rappresentanti delle istituzioni, degli enti locali, del terzo settore e delle aziende. Qualcosa che tangibilmente diffonda e migliori l’immagine della nostra professione e dei servizi che può offrire alla collettività, che crei iniziative, che offra opportunità.

La nostra proposta è stata ”drammaticamente” bocciata e Cultura e Professione, come sempre, non ha tenuto conto delle nostre proteste, obiezioni o proposte, e, forte della maggioranza assoluta dei voti in Consiglio, ha approvato l’ennesimo bilancio sprecone e inutile. Di seguito potete leggere la nostra dichiarazione di voto contrario, tratta dal verbale di Consiglio della seduta in questione:

“Dichiarazione di voto contrario:
I Consiglieri SIPAP: Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari e Tibaldi esprimono il loro voto contrario al Bilancio preventivo 2011 per le seguenti ragioni:

‐ il Bilancio risulta essere strutturato solo ed unicamente in funzione delle esigenze del gruppo dirigente di Cultura e Professione e risulta completamente decontestualizzato rispetto ai bisogni emergenti e contingenti della professione, impegnata duramente dalla crisi economica;

‐ vi è l’aggravio costituito dall’aumento della quota annuale (da 145 a 160 euro), in cambio di una sede più capiente, pensata solo ed unicamente per attività pseudo culturali che sono già ampiamente svolte da altre istituti e scuole del settore;

‐ vi è la totale assenza di misure a favore della promozione della professione, quali iniziative volte ad incontrare i
potenziali bisogni emergenti della psicologia nei diversi campi di applicazione. L’uso che viene fatto del termine promozione viene confuso con gli strumenti della formazione e dell’informazione, che rappresentano da anni l’unico interesse clientelare del gruppo di maggioranza;

‐ sono adottate misure che continuano ad alimentare “procedure burocratiche”, quali le intese con altri Enti, tutele, procedimenti disciplinari, ecc., che rispondono a un’etica dei principi e delle belle enunciazioni di intenti e non a un’etica della responsabilità, capace di fornire risposte ai bisogni della professione nel suo insieme;

‐ viene confermata la discutibile prassi di affidare a pochi consulenti ingenti somme di denaro, in assenza della
definizione di “criteri trasparenti” centrati sul merito e sull’economicità;

‐ è incrementata ulteriormente la già elevata quota riservata alla TUTELA PROFESSIONALE, che viene interpretata
dalla maggioranza come un rafforzamento della natura “litigiosa” dell’Ordine nei confronti di terzi;

‐ continuano a aumentare i capitoli di spesa relativi ai gettoni per il Consiglio e per i gruppi di lavoro;

‐ si rafforza il metodo “falsamente democratico” di non tenere minimamente in considerazione le ragioni delle minoranze presenti in Consiglio, espressione degli interessi delle diverse componenti professionali operanti nella categoria che in tal modo continuano ad essere ignorate dall’Ordine. Questo metodo risente, a nostro avviso, del forte condizionamento culturale collegato al malcostume politico italiano, da cui l’attuale maggioranza non riesce a svincolarsi.

La SIPAP esprime grande rammarico per l’ennesima occasione sprecata di lavorare in sinergia, per lo svilimento
dell’Istituzione Ordinistica da parte di questa maggioranza che si sottrae continuamente al confronto democratico in Consiglio. Esprimiamo anche grave preoccupazione per le migliaia di giovani colleghi, in chiara sofferenza professionale, che continueranno a trovarsi di fronte una serie di “misure arroganti”.

Per restare in tema di soldi, con questo report vogliamo ricordare che nel precedente Consiglio di
novembre la maggioranza ha approvato l’aumento della quota annuale che passerà dagli attuali 145 ai futuri 160 euro.

A cosa servirà questo aumento, penserete voi, visto che l’Ordine è inutile e non fa sostanzialmente nulla, se non gestire la burocrazia?

La risposta è: servirà a cambiare sede, prendendone una più bella, più grande, più prestigiosa e,
soprattutto, più costosa che, si prevede nel bilancio, costerà un affitto doppio di quello attuale. Si passerà dagli attuali 7.000 euro mensili per l’appartamento di via Flaminia, che probabilmente tutti conoscete, ai preventivati 14.000 euro mensili. Ebbene si, avremo finalmente il “Regno della Zaccaria”, la “Versailles degli Psicologi del Lazio”. Questa cifra varrà, infatti, per il primi 2‐3 anni, perché la proprietà ha già manifestato chiaramente l’intenzione di portarla, “a regime”, sui 17 mila euro al mese. Ci domandiamo, ha senso aumentare così le spese per la sede, considerando il momento di grave crisi della nostra categoria professionale?
Tutti noi pagheremo, con 15 euro in più all’anno, questa decisione. Senza considerare le spese di ristrutturazione.

Infine, nell’ultima parte del Consiglio, dopo svariate liti e scambi, come dire, intensi di opinioni, il consigliere Piccinini di AP ha provato a sollevare in Consiglio la gravissima questione dell’unificazione delle facoltà di Medicina e Psicologia di cui vi riferiamo con il video di Diego Polani.
La maggioranza ha sostenuto la tesi, altre volte portata avanti, dell’assoluta estraneità dell’Ordine del Lazio e persino dell’Ordine Nazionale a questa decisione, come spiegato nei comunicati che sono stati diramati in novembre. Il pensiero che allora sorge spontaneo è:

‐ siamo forse davanti a delle persone in malafede? Come è infatti possibile che venga approvata una riforma della Facoltà di Psicologia così importante senza che gli Ordini Regionale e Nazionale
vengano consultati?

‐ siamo davanti a una situazione veramente grave nella quale la tutela e lo sviluppo professionale
degli Psicologi non vengono tenuti in alcun conto, in primis da coloro che hanno il compito di formarli e poi da coloro che sono stati votati a rappresentarli negli Ordini Professionali.

E’ poi da segnalare - sul piano del "metodo Cultura e Professione" - che, a fronte dell’insistenza di Piccinini che cercava riscontri precisi alle belle parole sulla riforma della facoltà, si è scatenata l’ira di alcuni consiglieri della maggioranza, che lo invitavano a non continuare a fare insinuazioni se non voleva essere denunciato! Quanto astio, che diamine!!

Quanto è difficile essere trasparenti nelle istituzioni del nostro Paese! Quanto è difficile non considerare il ruolo come servizio per la comunità professionale, piuttosto che un “trono” di cui godere solo per i propri benefici personali o del proprio "clan".

I consiglieri Sipap

Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari, Tibaldi.

Sottoscrivi la nostra iniziativa di promozione della Professione prima del 20 dicembre (data prossimo Consiglio)!!




mercoledì 20 ottobre 2010



La Democrazia non abita all’Ordine!!



Cari colleghi,

nell’ultimo Consiglio dell’Ordine del Lazio (n° 9 del 2010) abbiamo attuato una protesta radicale per esprimere tutto il disagio per la gestione dell’attuale maggioranza rappresentata da “Cultura e Professione”. Da piu’ e piu’ mesi, abbiamo osservato che la nostra presenza in Consiglio come minoranza (5 consiglieri su 15) ha possibilita’ quasi nulle di attivare un reale confronto sulle tematiche importanti per gli psicologi e gli psicoterapeuti che rappresentiamo.

Tale assenza di confronto e scambio sta producendo all’interno del Consiglio del Lazio, che ribadiamo e’ l’Ordine piu’ numeroso e importante del nostro Paese, un totale stallo di idee!!

Nei primi dieci mesi dell’attivita’ dell’Ordine, in piu’ occasioni abbiamo fatto proposte concrete, introducendo all’interno della discussione consiliare il nostro punto di vista, incoraggiando le soluzioni innovative e creative frutto del dialogo; risultato? La maggioranza non le ha neanche ascoltate! Abbiamo mostrato il nostro disappunto, la nostra irritazione per la gestione quasi totalmente burocratica e clientelare dei 2 milioni di euro che gli iscritti del Lazio versano tutti gli anni all’Ordine, ma anche questo non e’ servito a niente. Abbiamo provato a bloccare alcune decisioni scandalose, ma e’ stato tutto inutile.

A questo punto ci sentiamo sommersi da una profondo senso di vuoto che la gestione di “Cultura e Professione” ci rimanda e, per questo, abbiamo deciso di adottare una proposta forte, pacifica e decisa.

Cosi’, nel corso della seduta dell’11 ottobre scorso, ci siamo imbavagliati e abbiamo partecipato esprimendoci in modo passivo, proprio come i nostri colleghi di maggioranza ci vorrebbero! Abbiamo fatto nostra “la forza della non interferenza”, per parafrasare la forza della “non-violenza”di Ghandi.

Il nostro bavaglio fisico esprime il bavaglio alle idee, alla trasparenza, alla propositivita’, all’attivita’ di supporto per le migliaia di psicologi e psicoterapeuti che si confrontano con l’attuale periodo di crisi economica e sociale.

La Presidente Zaccaria, vista la nostra protesta, come e’ possibile leggere nel verbale della riunione, ha espresso la seguente minaccia:

Il Presidente richiama i consiglieri Tibaldi, Bizzari, Montanari, Gubinelli e Barbato ad assumere una condotta piu’ decorosa e fa divieto di esporre le foto scattate in seduta.

Di fronte a questo atteggiamento arrogante, prepotente, contrario aprioristicamente al dialogo e alla composizione degli interessi degli Psicologi, preferiamo opporre l’unica resistenza che ci rimane nel Consiglio dell’Ordine del Lazio: “il silenzio”. Cosi’ ci vogliono, cosi’ staremo!

Questa protesta vuole creare consapevolezza negli psicologi del Lazio sulla grave situazione che si e’ creata nella gestione dell’Ordine, sulla mancanza di trasparenza, sullo spreco di denaro, sull’assenza di iniziative concrete e efficaci per tutelare la professionalita’ degli iscritti.

E’ proprio la tutela della professione il punto che piu’ ci interessa portare avanti perche’ riteniamo che sia il principale argomento di interesse e necessita’ per gli iscritti. Oggi tutela s’intreccia strettamente con la necessita’ di intervenire sui processi culturali relativi alla psicologia e, la sola difesa giuridica, pur importante, non e’ piu’ sufficiente.

La nostra strategia si articola allora in due posizioni complementari tra loro:

1. La prima e’ la proposizione di importanti iniziative: quali il mese del benessere psicologico, la proposta di legge per l’istituzione dello psicologo di base, la proposta per la presenza di uno psicologo in farmacia e molte altre ancora. Tutte queste iniziative sono portate avanti al di fuori della politica dell’Ordine, considerando il blocco totale opposto dalla maggioranza di “Cultura e Professione”;

2. La seconda e’ la decisione di partecipare alle attivita’ dell’Ordine attraverso il nostro silenzio e la partecipazione passiva alle decisioni prese in seno al Consiglio come espressione estrema del nostro dissenso per i metodi antidemocratici adottati.

Ci auguriamo che la nostra protesta dia avvio a una seria riflessione sull’utilita’ del nostro Ordine professionale e sulla sensatezza delle misure che vi vengono portate avanti secondo una logica ormai largamente superata dai tempi di emergenza nei quali viviamo.

I Consiglieri Sipap dell'Ordine Psicologi Lazio
Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari, Tibaldi

mercoledì 28 aprile 2010


La trasparenza all'Ordine degli Psicologi Lazio

Resoconto della IV seduta del Consiglio - 26 aprile

I parte - Bilancio


Cari colleghi,

eccoci arrivati alla 4^ puntata del Consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.
Nel menù odierno dell'OdG, finalmente sono presenti meno punti da discutere! Siamo contenti di questo risultato, dal momento che nell precedenti riunioni, la maggioranza si è presentata con almeno 23 punti da discutere.

Oggi ne discutiamo 'soltanto' 13 e, tra le diverse questioni, due sono quelle che concentrano la nostra attenzione e meritano la prerogativa sulle altre, in termini di interesse generale per la categoria:

1. L'approvazione del Bilancio 2009 dell'Ordine;

2. la trasparenza nell'attribuzione degli incarichi nei gruppi di lavoro.


BILANCIO 2009

Ad illustrare il Bilancio del 2009 sono presente la Dr.ssa Dalia Bardini - Commercialista - e l'Avv. Claudio Fano - Revisore dei conti - insieme al Tesoriere e al Presidente dell'Ordine, i colleghi Mario D'Aguanno e Marialori Zaccaria. Ci vengono illustrati i vari capitoli che compongono il Bilancio e la situazione economica e finanziaria generale. L'obiettivo della discussione è chiaramente quello di arrivare all'approvazione o meno di esso.
Gradualmente, nel corso della riunione, emerge che le questioni più dibattute sono, da parte della maggioranza quella dei morosi (i cattivi), da parte di Piccinini, come regolarci con i versamenti al Nazionale. Come SIPAP restiamo a sentire perplessi.
Per la prima questioni, i morosi, i cui mancati pagamenti contribuiscono ad un minore introito di 800 mila euro (in 11 anni - 290 mila nel solo 2009), D'Aguanno sottolina di come l'inghippo per avere maggiore speranza di recupero dipensa da una procedura troppo farraginaosa e lenta, per la quale solo dopo due anni è possibile istruire le pratiche. La Zaccaria sostiene che questa è òa vera sofferenza dell'Ordine che, probabilmente, porterà a richiedere quote non più a gennaio ma a dicembre!

Non capiamo. Perchè questa necessità!? Che c'entra?
Piano piano capiamo che verso fine anno l'Ordine va in sofferenza economica (non ci sono più soldi) e fa difficoltà a corrispondere ai fornitori, e a tutte le spese programmate con chiunque. La politica è quella di ritardare tutti i pagamenti! Quindi anche spettanze ai dipendenti, contributi previdenziali, ecc. Iniziano a sorgere preoccupazioni e domande che come SIPAP iniziamo a rivolgere ai nostri interlocutori. La sensazione che si avverte, sia nelle presentazioni, che nelle risposte, che vi sia la tendenza a far vedere che tutto va bene e questo non ci rasserena.
La sintesi che facciamo è la seguente: stiamo sul filo del rasoio e dell'esposizione debitoria con le banche e che l'unico strumento che abbiamo per non andare in rosso, è quello di dilazionare nel tempo il pagamento. La commercialista ci risponde che è normale fare così, si tratta dell'abilità del buon amministratore. Bah, sarà! Qualcosa non torna. Andiamo avanti.
La cifra nei forzieri al 31 dicembre è di 200 mila euro ca., ma a fronte dei citati 800 mila euro di mancate entrate, siamo esposti per altrettanti 800 mila euro di uscite. Il problema che ravvisiamo è che mentre gli 800 mila euro, come ci dice a più riprese il Tesoriere, non sono certe e anzi sembra che il trend di mancati pagamenti è in aumento, le spese preventivate invece sono certe, anche se verranno differite. A riprova di questo c'è il fatto che nel 2009, l'anno elettorale, l'Ordine è andato in passivo di ben 227 mila euro e ha rosicchiato una parte consistente dell'avanzo di gestione degli anni precedenti (536 mila euro circa nel 2008, ora ridotti a 310 mila ca.).
Se ne evince che la condotta finanziaria, sic stanti bus rebus, dovrebbe essere improntata ad una maggiore parsimonia, vale a dire che si dovrebbe far meno conto su un attivo che in realtà non c'è. Lo stesso avvocato-revisore suggerisce che aumentare di molto il bilancio preventivo è rischiso. Insomma, siamo un Ordine tendenzialmente esposto, non con le banche per fortuna, ma con i fornitori, i clienti, i colleghi, un po' con tutti.
Continueremo a vigilare sulle spese e sulla revisione dei crediti!!

Tutto ciò pur se interessante, sposta la questione l'interesse dalla questione vera, quella politica che sintetizziamo in due domande:

1. Come vengono spesi i soldi e perchè? Stiamo parlando di un ammontare annuo di circa 2 milioni e 200 mila euro (tolti il 9% di morosi, facciamo 2 milioni di euro);

2. Perchè una quota consistente di colleghi ogni anno non paga l'Ordine, pur essendo una tassa?

Pongo la domanda e abbozzo l'ipotesi, rinforzata dalla scarsa partecipazione al voto di dicembre, che si tratti di disaffezione. Iniziamo a discuterne. De Dominicis (C&P) della maggioranza, sostiene che dal suo punto di vista il 9% non è detto che sia disaffezione; sostiene "perche non ragioniamo sul perchè il 91% lo paga, allora". Ottimo, mi sembra una grande osservazione per evitare di discuterne. L'intenzione è comunque quella di discuterne in Consiglio in un altro momento.
Per restare nell'ambito della prima domanda, come vengono spesi i soldi e perchè, illustriamo di seguito come l'attuale maggioranza investe i soldi:

Euro 790 mila - Stipendi = 37% (+ 17,24%);

Euro 289 mila - Organi Istituzionali = 13% (+ 55%)
Euro 119 mila - Indennità cariche istituzionali (Presidente-Vice-Segretario-
Tesoriere) = 5% (0,01%);
Euro 66 mila - Indennità Consiglio = 3% (+ 13,74%)
Euro 6 mila - Assicurazioni
Euro 97 mila - Elezione Ordine

Euro 68 mila - Commissioni e gruppi di lavoro = 3% (+ 19,92%)

Euro 349 mila - Spese svolgimento iniziativa = 16% (+ 19,92%)
Euro 110 mila - Notiziario = 5% (+ 5,8%)
Euro 206 mila - Iniziative culturali = 9% (+ 221%) - N.B. ANNO ELETTORALE!!!
Euro 32 mila - Ufficio stampa = 1%

Euro 450 mila - Spese per beni consumo e servizi = 20% (+ 13,80%)
Euro 166 mila - Consulenze = 8% (+ 4,8%)
Euro 32 mila - Liti e arbitrati = 1% (- 65%)
Euro 93 mila - Fitto locali = 4% (+ 4%)
Euro 47 mila - Assistenza macchine e attrezzature = 2% (+ 14%)

Euro 385 mila - Ristorno quote al Consiglio Nazionale Psicologi = 17%

Euro 86 mila - Oneri Finanziari e tributari (Tasse) = 4% (- 10,7%)

Totale spese Euro 2.433.568,00 = 110% (+ 14,73%)
Totale entrate Euro 2.206.345, 59 (- 4,41%)

Totale a pareggio Euro -227.222,41 (Perdita 2009)

Per avere un'dea di come sono spese i 145 euro di quota annuale, questa è il loro investimento:
46 euro se ne sono andati per gli stipendi. Non si può di certo dire che questo Ordine Professionale non dia lavoro alle altre categorie. Abbiamo una pianta organica da fare invidia!
17 euro sono state spese per le indennità degli Organi Istituzionali,
4
per le Commissioni (anche se non si sa bene cosa abbiano fatto),
20
euro per le iniziative culturali (per lo più utilizzate in campagna elettorale dalla maggioranza), 12 euro per le consulenze e
14 per le spese di beni di consumo e servizi volti a mantenere i locali e le attrezzature; inoltre
23 euro per pagare la burocrazia dell'Ordine Nazionale e quasi
6 euro per le tasse e altre piccole cose.

Quanto spende l'Ordine per la promozione professionale della nostra quota?

Euro 1,45!!! Ebbene si, solo l'1%!!! Che equivalgono ai 32 mila euro per l'Ufficio Stampa.

... che fine ha fatto l'approvazione.
E' stato approvato, senza il supporto della SIPAP che ha pronunciato la seguente dichiarazione di voto di cui riportiamo la parte finale:

"... riteniamo che un Ente impostato in modo che il 72% del suo budget sia investito annualmente per il suo funzionamento, c'è solo un modo per chiamarlo: burocratico!
Ebbene si! Tenere l'Albo (un elenco di colleghi) e gestire gli organi costa circa 1 milione e 595 mila euro!
Ciò significa che l'Ente spende la metà del suo budget per il suo funzionamento. Se togliamo le spese per i servizi, quelli per i materiali di consumo e per gli affitti, la quota per l'Ordine Nazionale di circa 385 mila euro (un'altra burocrazia che serve a sovvenzionare altre 21 persone), quello che resta è una quota minimale di circa 350 mila euro. Questa somma, l'unica effettivamente libera (16%), è investita, come abbiamo visto, per le attività culturali come il notiziario, i convegni, i seminari, che sono scelte in modo discutibile e spesso poco trasparente, se non clientelare.

Ci asteniamo perchè così concepita l'attività dell'Ordine si configura come una burocrazia che serve solo ad autoalimentarsi ed è di scarsissima utilità per gli psicologi.
Il voto non è contrario (per ora), perchè l'approvazione concerne la gestione economica tecnica (sulla quale, come detto, avanziamo pure delle perplessità) e non le scelte politiche rispetto alle quali siamo assolutamente contrari!
Fondamentale sarà la discussione del Bilancio Preventivo, previsto per il prossimo mese di ottobre, per spostare l'asse degli investimenti in direzioni più consone alle esigenze dei colleghi ed in modo particolare per la promozione professionale."


Un caro saluto a tutti,

Massimo Gubinelli - massigubbi@tiscali.it





venerdì 19 marzo 2010


Notizie dall'Ordine
Come 9 persone si nominano in 13 cariche?
Come vengono assegnate le consulenze?



Resoconto dell'ultima riunione del Consiglio - 1 marzo 2010




Cari colleghi,

con piacere continuiamo il nostro dialogo su quanto avviene all'Ordine degli Psicologi del Lazio e su come la SIPAP vi sta operando, nella speranza di riuscire in questo mandato a superare il clima di contrapposizione degli anni precedenti e a creare un reale valore aggiunto per tutti gli iscritti. Queste note vogliono essere principalmente un momento di riflessione e di dialogo con voi. Inviateci, anche tramite il blog, le vostre impressioni, proposte e opinioni.

Il primo di marzo si è riunito il secondo consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio. La riunione si presentava piuttosto impegnativa, con 27 punti all'ordine del giorno e una previsione di circa 8 ore di riunione.
La riunione può sostanzialmente essere suddidiva in due parti. Nella prima sono state discusse alcune consulenze, nella seconda si è parlato della Commissione Deontologica e delle Aree Professionali.

Il punto delle consulenze costituisce un nodo importante, come facilmente potrete immaginare, considerando la quantità di soldi che viene ogni anno affidata ai consulenti esterni (principalrmente legali e fiscali).
La sorpresa è stata che la maggioranza ha poposto di stralciare alcuni importanti punti: tutti quelli relativi alle consulenze costose, ossia legale, contabile-fiscale e informatica. Per darvi un'idea, queste consulenze prevedono un impegno di spesa per l'Ordine per l'anno 2010 di circa 150.000 euro, cifrà che probabilmente si riproporrà negli anni successivi.
Lo stralcio è stato motivato dalla necessità di definire un regolamento per l'assegnazione delle consulenze, anche se una mente maligna potrebbe pensare che, l'assenza della Presidente Zaccaria alla riunione, motivata da ragioni di salute, abbia avuto un certo peso, considerando gli importi economici in ballo e quindi il suo probabile desiderio di essere presente in vista di decisioni così importanti.
Ma senza voler necessariamente fare deitrologia, è importante sottolineare che il Consiglio si è trovato concorde nella necessità di definire un regolamenteo rigoroso per l'assegnazione delle consulenze.
Questo ha portato una certa concordanza nelle decisioni, sono state infatti confermati all'unanimità alcuni servizi gratuiti agli iscritti, quali le consulenze legali e fiscali, con l'accordo di rinnovare l'incarico ai professionisti che prestano questi servizi solo per un anno, così da non dover interrompere i servizi stessi e avere il tempo di definire un nuovo regolamento. Nel prossimo anno, dovrebbero quindi essere riassegnate tutte le consulenze sulla base di un regolamenteo che garantisca trasparenza e imparzialità delle scelte.

Il clima di serena collaborazione, che tra l'altro porta a prendere le necessatie decisioni in maniera efficiente e trasparente, si è però incrinato nella seconda parte della riunione.
Come avvenuto nell'incontro di inserimento del primo febbraio, il punto dolente è rappresentato dalle cariche. Come vi avevamo già raccontato a proposito della precedente riunione di Consiglio, il gruppo di maggioranza ha ignorato le nostre richieste di assegnare almeno una carica istituzionale (sono in tutto quattro: Presidente, Vice-Presidente, Segretario e Tesoriere) ai gruppi di opposizione, per garantire maggiore rappresentatività nei ruoli chiave dell'Ordine. Il problema si è ripresentato per le rimanenti cariche, ossia i Coordinatori della Commissione Deontologica e delle Aree Professionali.

Abbiamo nuovamente chiesto di assegnare alcuni coordinatori alle minoranze e anche su questo punto il gruppo di maggioranza ha risposto che intende assumersi pienamente (o in maniera totalizzante?) il governo dell'Ordine.
Occorre anche segnalare la prassi assolutamente non trasparente e democratica seconda la quale la maggioranza presenta delle delibere in Consiglio in cui sono già scritti e decisi i nomi dei coordinatori, senza che ci sia alcun dibattito o presentazione delle caratteristiche dei suddetti coordinatori. Questo sta a significare che ai gruppi di minoranza non resta che votare e, anche se votano contro, non cambia nulla perchè Cultura e Professione detiene la maggioranza assoluta in Consiglio.

Abbiamo così espresso la nostra perplessità su questa modalità poco democratica e ci/vi chiediamo: non sarebbe corretto che tutti i gruppi eletti avessero alcune responsabilità in seno agli organismi dell'Ordine? Non si ignora così la volontà e la rappresentatività di circa un terzo dei votanti? Non si nuoce al pluralismo e all'arricchimento che esso può portare?

Vogliamo poi ribadire, in risposta ad alcune osservazioni riportate dal rappresentante di Altra Psicologia, Nicola Piccinini, che la richiesta di condivisione delle cariche non nasce dal desiderio di potere e di "accaparramento" delle poltrone. Infatti, la proposta dei consiglieri SIPAP è stata quella di istituire per alcuni coordinatori un sistema a rotazione per il quale, al termine di due anni, ossia a metà mandato, il coordinatore viene sostituito con il rappresentante di un altro gruppo, così che tutti possano avere un loro ruolo. Questa ultima proposta è stata boicottata da Piccinini, malgrado andasse nella direzione della tutela di tutti i gruppi.
Ne ci convince l'argomentazione portata dalla maggioranza e appoggiata da Altra Psicologia, secondo la quale importante è partecipare ai gruppi di lavoro in seno alle Arre Professionali, tanto i coordinatori non sono rilevanti. Pensiamo, infatti, che in ogni caso il coordinatore ha alcune funzioni di orientamento del lavoro dell'Area Professionale e quindi può incidere molto sui risultati ottenuti dall'Area stessa.
E' vero che importante è partecipare e non vincere, ma è altrettanto vero che le regole del gioco, la designazione degli arbitri, può cambiare i risultati del gioco, pur con le stesse forze in campo.

In conclusione, malgrado una battaglia durata quasi due ore, la maggioranza ha votato compatta i nomi presentati.
Volete sapere qual è il risultato attuale?
In totale sono stare definite 13 cariche nell'Ordine: 4 Istituzionali, 1 Coordinatore della Commissione Deontologica e 8 rappresentanti delle Aree Professionali - e sono state tutte assegnate ai 9 rappresentanti di Cultura e Professione, ossia ci sono state più cariche che persone fisiche!
Vi lasciamo trarre le vostre conclusioni.

Tornati a casa e dopo aver riflettuto sull'accaduto, abbiamo deciso di proporre due importanti punti all'Ordine del Giorno della prossima riunione, ossia:

1. la definizione, importantissima, di un gruppo di lavoro per il Regolamento di assegnazione di gare, bandi e appalti;
2. la richiesta di un Bilancio delle attività svolte nel precedente mandato dalle Aree Professionali per valutarne i risultati, i costi e il funzionamento, così da poter effettuare una serena previsione per il mandato attuale, oltre a definirne la composizione, i ruoli e l'operatività. Vorremmo che le Aree siano sempre più luoghi di produzione di strategie concrete e di supporto all'attività degli Psicologi del Lazio.

Infine, abbiamo proposto che nella importantissima Commissione Deontologica siano presenti due persone da noi suggerite: un nostro consigliere e un collega conosciuto e stimato.

Sinceramente, speriamo di passare presto alla fase più operativa nella quale vengono prese delle decisioni utili e di supporto agli iscritti. D'altra parte, questa fase di definizione delle regole del gioco è, a nostro avviso, altrettanto importante, perchè solo regole certe, trasparenti e democratiche, possono garantire un buon funzionamento dell'Ordine.

Inviateci tutti i vostri commenti e suggerimenti, anche se non siete d'accordo, così possiamo aprire un dibattito sereno e costruttivo.

un saluto a tutti di cuore.

Luisa Barbato




martedì 2 febbraio 2010


Consiglio Ordine Psicologi Lazio 2009-2013


1^ Riunione - Insediamento

1 febbraio 2010

Cari colleghi,

il primo di febbraio si è riunito il primo consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio. Inizia un nuovo ciclo e la linea sulla quale ci siamo mossi è stata quella del dialogo e della volontà di collaborare. Noi tutti della Sipap che avete eletto, sia i consiglieri che sono stati confermati per un altro mandato, sia le persone nuove come me, speriamo di superare le contrapposizioni e i conflitti che si erano creati nel precedente ciclo e che avevano paralizzato la possibilità di influire nelle decisioni ordinistiche.

Vi scrivo questo perchè la situazione che si presentava e che si ripropone nel Consiglio dell'Ordine può facilmente scivolare nella non rappresentatività di coloro che hanno votato le liste di minoranza, ossia la SIPAP e ALTRA PSICOLOGIA, in quanto CULTURA E PROFESSIONE ha una posizione di maggioranza assoluta nel Consiglio e può così imporre la propria linea politica su qualsiasi decisione.

Il nostro atteggiamento iniziale è stato quindi pacato e abbiamo esternato la volontà di creare un clima collaborativo per potere al meglio comunicare e operare nell'interesse degli psicologi del Lazio.

Dopo queste dichiarazioni di buona volontà, si è passati all'Ordine del Giorno che prevedeva la nomina delle cariche ossia Presidente, Vice-Presidente, Segretario e Tesoriere.
A questo punto noi consigliere della SiPAP abbiamo lanciato una proposta che rompe gli schemi classici secondo i quali funziona l'Ordine, ossia abbiamo proposto di eleggere una delle cariche nell'ambito delle liste di minoranza, cosa che avrebbe garantito una maggiore rappresentatività e democrazia. Aggiungo anche che avrebbe da subito spezzato la logica del potere che vuole tutte le cariche assegnate alla lista di maggioranza, escludendo così ogni possibilità di avere rappresentate anche le altre liste.

La proposta è stata accolta con circospezione iniziale, ma con un sostanziale rifiuto, persino a discuterne. Le osservazioni erano che è una proposta complessa, che deve essere discussa prima e che ci sarà modo in futuro di dimostrare la nostra volontà collaborativa.
Personalmente, allora, ho chiesto se, vista la necessità di valutare la proposta, ci fosse modo di rimandare l'elezione delle cariche, ma non era possibile essendo relativa all'insediamento del Consiglio.

E' stato quindi chiesto di discuterne con calma al momento (se no quando?), addirittura io ho sollecitato i consiglieri silenziosi, che non partecipavano a questo dibattito e che erano in molti, di esprimere la loro opinione, ma anche questo non è stato accolto, perchè, a quanto pare, nessuno, eccetto i consiglieri SIPAP, aveva interesse a sviluppare la discussione.

Si è così proceduto alla votazione nella quale noi della SIPAP ci siamo astenuti per ribadire da subito e operativamente, non con generiche affermazioni, la nostra disponibilità a collaborare e a non fare la politica del "muro contro muro".

Quello che più mi ha colpito in questa prima riunione, per me nuova a tutto ciò, è stata l'abitudine a certe logiche di potere per le quali alcune prassi si danno per consolidate, mentre per un esterno come me non lo sono affatto e non ne capisco la ragione. Ad esempio, perchè le liste di minoranza, che rappresentano comunque circa un terzo dei votanti, non possono per anni detenere alcuna carica all'interno del Consiglio dell'Ordine?
In questo modo non si ignorano le istanze di quel terzo?

Vorrei al riguardo sollecitare un dibattito tra tutti coloro che hanno la pazienza di leggere questo resoconto così da stabilire un filo diretto con quanti si sentono da noi rappresentati e anche con chi, pur non avendoci votato, ha voglia di esprimere un'opinione al riguardo.

E' molto importante per noi portare avanti le istanze e i bisogni che ci vengono espressi e fornire a tutti un feed-back diretto e immediato, perchè, come ci ha appena scritto la Presidentessa Zaccaria, nella ultima newsletter, l'Ordine è costituito da ogni singolo psicologi iscritto, dobbiamo quindi riappropriarcene.

Aspetto vostri commenti
un cordiale saluto a tutti

Luisa Barbato




lunedì 1 febbraio 2010


Consiglio Ordine Psicologi 2009-2013

Insediamento

1 febbraio 2010


Gli ingredienti della collaborazione

L'esperienza della prima riunione di Consiglio è stata dal mio personale punto di vista, molto intensa e partecipata.
Insieme a Luisa Barbato, Claudia Montanari e Barbara Tibaldi, abbiamo molto lavorato per creare discussione e confronto e nel non dare per scontato che si dovesse procedere seguendo il "copione" degli ultimi 10 anni!!
Credo che la maggioranza di Cultura e Professione e la minoranza di Altra Psicologia siano rimasti del tutto increduli e spiazzati rispetto alla possibilità di mettere al 1° posto gli interessi dei colleghi che ci hanno votato, piuttosto che le logiche "limitate" imposte dai ruoli consolidati di maggioranza e opposizione.
La Sipap in questo, sin dalle prime battute, si è fatta valere centrando la sua azione sulla proposta e sul dialogo aperto e a tutto campo.
Ad onor del vero occorre riconoscere che, come ha sottolineato Luisa, dopo un'iniziale e ovvia riluttanza, sia dai banchi della maggioranza che da parte di Piccinini, ha iniziato a spuntare qualche sorriso e vogli di accettare la "sfida collaborativa" che abbiamo lanciato.

Cruciani ha parlato di centrare l'azione comune non solo sulla tutela della professione ma anche sulla promozione del lavoro, Zaccaria ha detto che si spenderà personalmente per mettere al centro del mandato la "politica" e che questo sarà un mandato essenzialmente politico.
Bene, possiamo collaborare!
Piccinini anche si è impegnato a lavorare nelle commissioni, dove si fa il lavoro vero!
Queste buone intenzioni ci fanno ben sperare. Allo stesso tempo ci chiediamo se i nostri colleghi vogliano, al di là di esse, far seguire un impegno concreto nel rendersi disponibili a lasciare spazio anche all'opposizione e alle differenze di cui essa è portatrice, da parte di Cultura e Professione, e a muoversi dall'arroccamento scettico di Altra Psicologia.

Nel dire questo intendo riferirmi a 5 punti sostanziali:
  1. che apertura ci sarà a far lavorare il Consiglio come un Parlamento e non come un'entità esecutrice delle proposte dell'Esecutivo (Presidente, Vice-Presidente, Segretario, Tesoriere)?
  2. che apertura ci sarà nelle nomine della Commissione Deontologica, che secondo noi sarebbe importante sia gestita da un consigliere di minoranza o da una figura proposta da essa?
  3. che apertura ci sarà a discutere dell'Organigramma delle Commissioni dell'Ente e di renderle effettivamente operative e non "vetrina" di colleghi, si competenti, ma poco disposti a fare?
  4. che apertura ci sarà alla promozione della professione nel contesto sociale in funzione di essere stimolo per il mercato del lavoro in questo momento di crisi?
  5. che impegno ci sarà a creare una relazione virtuosa con le professioni limitrofe finalizzata a collaborare fattivamente e creare sinergie proficue?

Su questo e su altro ancora lavoreremo e continueremo a giocare la nostra partita a tutto campo, sensibili alla rappresentanza e alla necessità di mettere le energie in comune.
Anche per la compagine di maggioranza, alla quale ho sentito di esprimere le mie felicitazioni per l'affermazione elettorale, credo convenga che quello che si è appena aperto sia il Consiglio di tutti gli psicologi e non solo un Ente incentrato su poche persone. Sarebbero loro, i colleghi di maggioranza di Cultura e Professione, oggi vincitori, i primi ad essere sconfitti!!

Credo, pertanto, che è sul fare, sulla disponibilità a mettersi in gioco e sull'apertura reciproca sulla base delle specificità di ogni gruppo, che si gioca la fattiva collaborazione di tutti; su questa strada può crearsi un clima di fiducia e collaborazione. in questo la Sipap ha fatto un passo importante, la maggioranza di Cultura e Professione e la seconda minoranza di Altra Psicologia, se ci sono, battano un colpo!

Massimo Gubinelli - massigubbi@tiscali.it





lunedì 18 gennaio 2010


Elezioni Ordine Psicologi 2009

Dopo le fatiche delle elezioni, concediti un momento di relax con uno stupendo flash mob (breve esperienza di moltitudine = nuova forma espressiva dei giovani internauti).
Esso, nella sua finalità espressiva fine a se stessa, rappresenta una bella metafora del risultato del lavoro di un gruppo affiatato.
Dedichiamo questo video a tutti i colleghi per il raggiungimento del quorum e ai Candidati Sipap per il risultato ottenuto.
E' stato realizzato in Australia, sulla spiaggia di Bondi Beach ed è tratto da You Tube.
Si può notare come a quelle latitudini è già estate (ebbene si!).

Buon divertimento!!





Per goderselo al meglio clicca qui




martedì 12 gennaio 2010



Elezioni Ordine degli Psicologi del Lazio 2009 - 2010

Ecco il risultati!!


Di seguito trovi i 15 componenti del prossimo Consiglio dell'Ordine, preceduti dal numero dei voti e seguiti dal gruppo di appartenenza.


1637 - Cruciani Paolo - Cultura e Professione
1612 - Zaccaria Marialori - C&P
1460 - Borrelli Annalucia- C&P
1447 - Del Lungo Sara - C&P
1439 - D'Aguanno Mario - C&P
1387 - Urso Antonino - C&P
1381 - De Dominicis Andrea- C&P
1367 - Gragnani Andrea - C&P
1366 - Gasparini Gisella - C&P
873 - Barbato Luisa - SIPAP
834 - Gubinelli Massimo - SIPAP
824 - Montanari Claudia - SIPAP
810 - Bizzarri Lelio - SIPAP
806 - Piccinini Nicola - Altra Psicologia
91 - Tibaldi Barbara - SIPAP (Sez. B)

Come si può notare già a prima vista la maggioranza è stata conquistata dai colleghi della lista di Cultura e Professione che si confermano con 9 consiglieri su 15 (per la maggioranza ne sono sufficienti 8). Ebbene si! Dopo 10 anni, un altro mandato di 4 anni.
Cosa avranno ancora da offrire alla categoria, i colleghi di Cultura e Professione?
La SIPAP si conferma seconda forza con 5 consiglieri presenti in Consiglio. Ringraziamo tutti i colleghi che ci hanno sostenuto
e permesso di realizzare questo importante risultato. Per noi è una preziosa iniezione di fiducia a continuare, in modo creativo, a fungere da opposizione vigile e propositiva.