
Il Consiglio della Vergogna!!
Notizie dalla seduta del Consiglio del 29.11.10 (12°_2010)
Cari colleghi,
l’ultima riunione del Consiglio del 29 novembre scorso è stata una vera vergogna.
Avevamo sollecitato una mobilitazione di protesta davanti alla sede in cui si tengono le riunioni e alcuni temerari si sono presentati, malgrado il rifiuto formale inviato dalla segreteria dell’Ordine nei giorni precedenti.
La situazione grottesca che ci si è presentata sono stati circa 7 colleghi fuori al freddo, in attesa di entrare per esercitare un loro diritto, ossia assistere alle riunioni del Consiglio che sono pubbliche, e il rifiuto netto, con cavilli burocratici vari, dei 9 consiglieri della maggioranza di Cultura e Professione che gestiscono l’Ordine. Ad opporci strenuamente siamo stai noi della SIPAP e il collega Piccinini di Altra Psicologia, ma non c’è stato niente da fare. La maggioranza è riuscita, stravolgendo il senso del Regolamento dell’Ordine, ad evitare persino che la questione venisse messa ai voti! Del resto è risaputo che “scripta manent”, e tutti avrebbero potuto leggere sul verbale di seduta che la responsabilità del NO era di “Cultura e Professione”.
I colleghi sono così stati rimandati a casa, una vera vergogna di antidemocrazia e di non trasparenza!
Cosa avevamo da nascondere, penseranno i più, per non volere spettatori? Era forse il rifiuto motivato, in fondo in fondo, dal fatto che il Consiglio, e la conseguente mobilitazione, doveva discutere il bilancio preventivo per il 2011? Su un po’ di buon senso, cerchiamo di non essere così cattivi! La riunione è finalmente iniziata discutendo del Bilancio 2011, ossia della previsione delle entrate e delle uscite per il prossimo anno.
Dallo studio che abbiamo effettuato di questo bilancio emerge la conferma della gestione dell’Ordine come di un ente burocratico e inutile. Il bilancio ci dice che, come negli anni passati, nel 2011 più dell’80% delle entrate, ossia dei quasi 3 milioni di euro versati dagli iscritti con le quote, saranno spesi per mantenere in piedi la struttura, ossia pagare l’affitto, le bollette, i dipendenti, i consulenti, i collaboratori, le indennità, i rimborsi ecc.
Ma oltre a questo, vi domanderete, quali sono le attività effettuate dall’Ordine?
L’attività principale è costituita dalle iniziative culturali, ossia dai convegni, seminari e dalla stampa del notiziario, sì il Notiziario dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, quell’amena pubblicazione che i più ricevono a casa via posta e cestinano prontamente senza neanche togliere il cellophane, tanto è inguardabile. Al tutto si aggiunge l’ufficio stampa che, come avrete notato negli ultimi anni, non conosce sosta nel promuovere e pubblicizzare l’attività degli psicologi!!! Tutte queste iniziative culturali costeranno nel 2011 ben 280.000 euro. Il bilancio è tutto qui, in questa estrema sintesi!
I consiglieri SIPAP si sono opposti e hanno presentato la proposta di destinare 125.000 euro, stornandoli dalle “magnifiche attività” sopracitate, ad attività di promozione e sostegno della professione dello psicologo e dello psicoterapeuta fra la cittadinanza e fra i rappresentanti delle istituzioni, degli enti locali, del terzo settore e delle aziende. Qualcosa che tangibilmente diffonda e migliori l’immagine della nostra professione e dei servizi che può offrire alla collettività, che crei iniziative, che offra opportunità.
La nostra proposta è stata ”drammaticamente” bocciata e Cultura e Professione, come sempre, non ha tenuto conto delle nostre proteste, obiezioni o proposte, e, forte della maggioranza assoluta dei voti in Consiglio, ha approvato l’ennesimo bilancio sprecone e inutile. Di seguito potete leggere la nostra dichiarazione di voto contrario, tratta dal verbale di Consiglio della seduta in questione:
“Dichiarazione di voto contrario:
I Consiglieri SIPAP: Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari e Tibaldi esprimono il loro voto contrario al Bilancio preventivo 2011 per le seguenti ragioni:
‐ il Bilancio risulta essere strutturato solo ed unicamente in funzione delle esigenze del gruppo dirigente di Cultura e Professione e risulta completamente decontestualizzato rispetto ai bisogni emergenti e contingenti della professione, impegnata duramente dalla crisi economica;
‐ vi è l’aggravio costituito dall’aumento della quota annuale (da 145 a 160 euro), in cambio di una sede più capiente, pensata solo ed unicamente per attività pseudo culturali che sono già ampiamente svolte da altre istituti e scuole del settore;
‐ vi è la totale assenza di misure a favore della promozione della professione, quali iniziative volte ad incontrare i potenziali bisogni emergenti della psicologia nei diversi campi di applicazione. L’uso che viene fatto del termine promozione viene confuso con gli strumenti della formazione e dell’informazione, che rappresentano da anni l’unico interesse clientelare del gruppo di maggioranza;
‐ sono adottate misure che continuano ad alimentare “procedure burocratiche”, quali le intese con altri Enti, tutele, procedimenti disciplinari, ecc., che rispondono a un’etica dei principi e delle belle enunciazioni di intenti e non a un’etica della responsabilità, capace di fornire risposte ai bisogni della professione nel suo insieme;
‐ viene confermata la discutibile prassi di affidare a pochi consulenti ingenti somme di denaro, in assenza della definizione di “criteri trasparenti” centrati sul merito e sull’economicità;
‐ è incrementata ulteriormente la già elevata quota riservata alla TUTELA PROFESSIONALE, che viene interpretata dalla maggioranza come un rafforzamento della natura “litigiosa” dell’Ordine nei confronti di terzi;
‐ continuano a aumentare i capitoli di spesa relativi ai gettoni per il Consiglio e per i gruppi di lavoro;
‐ si rafforza il metodo “falsamente democratico” di non tenere minimamente in considerazione le ragioni delle minoranze presenti in Consiglio, espressione degli interessi delle diverse componenti professionali operanti nella categoria che in tal modo continuano ad essere ignorate dall’Ordine. Questo metodo risente, a nostro avviso, del forte condizionamento culturale collegato al malcostume politico italiano, da cui l’attuale maggioranza non riesce a svincolarsi.
La SIPAP esprime grande rammarico per l’ennesima occasione sprecata di lavorare in sinergia, per lo svilimento dell’Istituzione Ordinistica da parte di questa maggioranza che si sottrae continuamente al confronto democratico in Consiglio. Esprimiamo anche grave preoccupazione per le migliaia di giovani colleghi, in chiara sofferenza professionale, che continueranno a trovarsi di fronte una serie di “misure arroganti”.
Per restare in tema di soldi, con questo report vogliamo ricordare che nel precedente Consiglio di
novembre la maggioranza ha approvato l’aumento della quota annuale che passerà dagli attuali 145 ai futuri 160 euro.
A cosa servirà questo aumento, penserete voi, visto che l’Ordine è inutile e non fa sostanzialmente nulla, se non gestire la burocrazia?
La risposta è: servirà a cambiare sede, prendendone una più bella, più grande, più prestigiosa e,
soprattutto, più costosa che, si prevede nel bilancio, costerà un affitto doppio di quello attuale. Si passerà dagli attuali 7.000 euro mensili per l’appartamento di via Flaminia, che probabilmente tutti conoscete, ai preventivati 14.000 euro mensili. Ebbene si, avremo finalmente il “Regno della Zaccaria”, la “Versailles degli Psicologi del Lazio”. Questa cifra varrà, infatti, per il primi 2‐3 anni, perché la proprietà ha già manifestato chiaramente l’intenzione di portarla, “a regime”, sui 17 mila euro al mese. Ci domandiamo, ha senso aumentare così le spese per la sede, considerando il momento di grave crisi della nostra categoria professionale?
Tutti noi pagheremo, con 15 euro in più all’anno, questa decisione. Senza considerare le spese di ristrutturazione.
Infine, nell’ultima parte del Consiglio, dopo svariate liti e scambi, come dire, intensi di opinioni, il consigliere Piccinini di AP ha provato a sollevare in Consiglio la gravissima questione dell’unificazione delle facoltà di Medicina e Psicologia di cui vi riferiamo con il video di Diego Polani.
La maggioranza ha sostenuto la tesi, altre volte portata avanti, dell’assoluta estraneità dell’Ordine del Lazio e persino dell’Ordine Nazionale a questa decisione, come spiegato nei comunicati che sono stati diramati in novembre. Il pensiero che allora sorge spontaneo è:
‐ siamo forse davanti a delle persone in malafede? Come è infatti possibile che venga approvata una riforma della Facoltà di Psicologia così importante senza che gli Ordini Regionale e Nazionale
vengano consultati?
‐ siamo davanti a una situazione veramente grave nella quale la tutela e lo sviluppo professionale
degli Psicologi non vengono tenuti in alcun conto, in primis da coloro che hanno il compito di formarli e poi da coloro che sono stati votati a rappresentarli negli Ordini Professionali.
E’ poi da segnalare - sul piano del "metodo Cultura e Professione" - che, a fronte dell’insistenza di Piccinini che cercava riscontri precisi alle belle parole sulla riforma della facoltà, si è scatenata l’ira di alcuni consiglieri della maggioranza, che lo invitavano a non continuare a fare insinuazioni se non voleva essere denunciato! Quanto astio, che diamine!!
Quanto è difficile essere trasparenti nelle istituzioni del nostro Paese! Quanto è difficile non considerare il ruolo come servizio per la comunità professionale, piuttosto che un “trono” di cui godere solo per i propri benefici personali o del proprio "clan".
I consiglieri Sipap
Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari, Tibaldi.
Sottoscrivi la nostra iniziativa di promozione della Professione prima del 20 dicembre (data prossimo Consiglio)!!
Avevamo sollecitato una mobilitazione di protesta davanti alla sede in cui si tengono le riunioni e alcuni temerari si sono presentati, malgrado il rifiuto formale inviato dalla segreteria dell’Ordine nei giorni precedenti.
La situazione grottesca che ci si è presentata sono stati circa 7 colleghi fuori al freddo, in attesa di entrare per esercitare un loro diritto, ossia assistere alle riunioni del Consiglio che sono pubbliche, e il rifiuto netto, con cavilli burocratici vari, dei 9 consiglieri della maggioranza di Cultura e Professione che gestiscono l’Ordine. Ad opporci strenuamente siamo stai noi della SIPAP e il collega Piccinini di Altra Psicologia, ma non c’è stato niente da fare. La maggioranza è riuscita, stravolgendo il senso del Regolamento dell’Ordine, ad evitare persino che la questione venisse messa ai voti! Del resto è risaputo che “scripta manent”, e tutti avrebbero potuto leggere sul verbale di seduta che la responsabilità del NO era di “Cultura e Professione”.
I colleghi sono così stati rimandati a casa, una vera vergogna di antidemocrazia e di non trasparenza!
Cosa avevamo da nascondere, penseranno i più, per non volere spettatori? Era forse il rifiuto motivato, in fondo in fondo, dal fatto che il Consiglio, e la conseguente mobilitazione, doveva discutere il bilancio preventivo per il 2011? Su un po’ di buon senso, cerchiamo di non essere così cattivi! La riunione è finalmente iniziata discutendo del Bilancio 2011, ossia della previsione delle entrate e delle uscite per il prossimo anno.
Dallo studio che abbiamo effettuato di questo bilancio emerge la conferma della gestione dell’Ordine come di un ente burocratico e inutile. Il bilancio ci dice che, come negli anni passati, nel 2011 più dell’80% delle entrate, ossia dei quasi 3 milioni di euro versati dagli iscritti con le quote, saranno spesi per mantenere in piedi la struttura, ossia pagare l’affitto, le bollette, i dipendenti, i consulenti, i collaboratori, le indennità, i rimborsi ecc.
Ma oltre a questo, vi domanderete, quali sono le attività effettuate dall’Ordine?
L’attività principale è costituita dalle iniziative culturali, ossia dai convegni, seminari e dalla stampa del notiziario, sì il Notiziario dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, quell’amena pubblicazione che i più ricevono a casa via posta e cestinano prontamente senza neanche togliere il cellophane, tanto è inguardabile. Al tutto si aggiunge l’ufficio stampa che, come avrete notato negli ultimi anni, non conosce sosta nel promuovere e pubblicizzare l’attività degli psicologi!!! Tutte queste iniziative culturali costeranno nel 2011 ben 280.000 euro. Il bilancio è tutto qui, in questa estrema sintesi!
I consiglieri SIPAP si sono opposti e hanno presentato la proposta di destinare 125.000 euro, stornandoli dalle “magnifiche attività” sopracitate, ad attività di promozione e sostegno della professione dello psicologo e dello psicoterapeuta fra la cittadinanza e fra i rappresentanti delle istituzioni, degli enti locali, del terzo settore e delle aziende. Qualcosa che tangibilmente diffonda e migliori l’immagine della nostra professione e dei servizi che può offrire alla collettività, che crei iniziative, che offra opportunità.
La nostra proposta è stata ”drammaticamente” bocciata e Cultura e Professione, come sempre, non ha tenuto conto delle nostre proteste, obiezioni o proposte, e, forte della maggioranza assoluta dei voti in Consiglio, ha approvato l’ennesimo bilancio sprecone e inutile. Di seguito potete leggere la nostra dichiarazione di voto contrario, tratta dal verbale di Consiglio della seduta in questione:
“Dichiarazione di voto contrario:
I Consiglieri SIPAP: Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari e Tibaldi esprimono il loro voto contrario al Bilancio preventivo 2011 per le seguenti ragioni:
‐ il Bilancio risulta essere strutturato solo ed unicamente in funzione delle esigenze del gruppo dirigente di Cultura e Professione e risulta completamente decontestualizzato rispetto ai bisogni emergenti e contingenti della professione, impegnata duramente dalla crisi economica;
‐ vi è l’aggravio costituito dall’aumento della quota annuale (da 145 a 160 euro), in cambio di una sede più capiente, pensata solo ed unicamente per attività pseudo culturali che sono già ampiamente svolte da altre istituti e scuole del settore;
‐ vi è la totale assenza di misure a favore della promozione della professione, quali iniziative volte ad incontrare i potenziali bisogni emergenti della psicologia nei diversi campi di applicazione. L’uso che viene fatto del termine promozione viene confuso con gli strumenti della formazione e dell’informazione, che rappresentano da anni l’unico interesse clientelare del gruppo di maggioranza;
‐ sono adottate misure che continuano ad alimentare “procedure burocratiche”, quali le intese con altri Enti, tutele, procedimenti disciplinari, ecc., che rispondono a un’etica dei principi e delle belle enunciazioni di intenti e non a un’etica della responsabilità, capace di fornire risposte ai bisogni della professione nel suo insieme;
‐ viene confermata la discutibile prassi di affidare a pochi consulenti ingenti somme di denaro, in assenza della definizione di “criteri trasparenti” centrati sul merito e sull’economicità;
‐ è incrementata ulteriormente la già elevata quota riservata alla TUTELA PROFESSIONALE, che viene interpretata dalla maggioranza come un rafforzamento della natura “litigiosa” dell’Ordine nei confronti di terzi;
‐ continuano a aumentare i capitoli di spesa relativi ai gettoni per il Consiglio e per i gruppi di lavoro;
‐ si rafforza il metodo “falsamente democratico” di non tenere minimamente in considerazione le ragioni delle minoranze presenti in Consiglio, espressione degli interessi delle diverse componenti professionali operanti nella categoria che in tal modo continuano ad essere ignorate dall’Ordine. Questo metodo risente, a nostro avviso, del forte condizionamento culturale collegato al malcostume politico italiano, da cui l’attuale maggioranza non riesce a svincolarsi.
La SIPAP esprime grande rammarico per l’ennesima occasione sprecata di lavorare in sinergia, per lo svilimento dell’Istituzione Ordinistica da parte di questa maggioranza che si sottrae continuamente al confronto democratico in Consiglio. Esprimiamo anche grave preoccupazione per le migliaia di giovani colleghi, in chiara sofferenza professionale, che continueranno a trovarsi di fronte una serie di “misure arroganti”.
Per restare in tema di soldi, con questo report vogliamo ricordare che nel precedente Consiglio di
novembre la maggioranza ha approvato l’aumento della quota annuale che passerà dagli attuali 145 ai futuri 160 euro.
A cosa servirà questo aumento, penserete voi, visto che l’Ordine è inutile e non fa sostanzialmente nulla, se non gestire la burocrazia?
La risposta è: servirà a cambiare sede, prendendone una più bella, più grande, più prestigiosa e,
soprattutto, più costosa che, si prevede nel bilancio, costerà un affitto doppio di quello attuale. Si passerà dagli attuali 7.000 euro mensili per l’appartamento di via Flaminia, che probabilmente tutti conoscete, ai preventivati 14.000 euro mensili. Ebbene si, avremo finalmente il “Regno della Zaccaria”, la “Versailles degli Psicologi del Lazio”. Questa cifra varrà, infatti, per il primi 2‐3 anni, perché la proprietà ha già manifestato chiaramente l’intenzione di portarla, “a regime”, sui 17 mila euro al mese. Ci domandiamo, ha senso aumentare così le spese per la sede, considerando il momento di grave crisi della nostra categoria professionale?
Tutti noi pagheremo, con 15 euro in più all’anno, questa decisione. Senza considerare le spese di ristrutturazione.
Infine, nell’ultima parte del Consiglio, dopo svariate liti e scambi, come dire, intensi di opinioni, il consigliere Piccinini di AP ha provato a sollevare in Consiglio la gravissima questione dell’unificazione delle facoltà di Medicina e Psicologia di cui vi riferiamo con il video di Diego Polani.
La maggioranza ha sostenuto la tesi, altre volte portata avanti, dell’assoluta estraneità dell’Ordine del Lazio e persino dell’Ordine Nazionale a questa decisione, come spiegato nei comunicati che sono stati diramati in novembre. Il pensiero che allora sorge spontaneo è:
‐ siamo forse davanti a delle persone in malafede? Come è infatti possibile che venga approvata una riforma della Facoltà di Psicologia così importante senza che gli Ordini Regionale e Nazionale
vengano consultati?
‐ siamo davanti a una situazione veramente grave nella quale la tutela e lo sviluppo professionale
degli Psicologi non vengono tenuti in alcun conto, in primis da coloro che hanno il compito di formarli e poi da coloro che sono stati votati a rappresentarli negli Ordini Professionali.
E’ poi da segnalare - sul piano del "metodo Cultura e Professione" - che, a fronte dell’insistenza di Piccinini che cercava riscontri precisi alle belle parole sulla riforma della facoltà, si è scatenata l’ira di alcuni consiglieri della maggioranza, che lo invitavano a non continuare a fare insinuazioni se non voleva essere denunciato! Quanto astio, che diamine!!
Quanto è difficile essere trasparenti nelle istituzioni del nostro Paese! Quanto è difficile non considerare il ruolo come servizio per la comunità professionale, piuttosto che un “trono” di cui godere solo per i propri benefici personali o del proprio "clan".
I consiglieri Sipap
Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari, Tibaldi.
Sottoscrivi la nostra iniziativa di promozione della Professione prima del 20 dicembre (data prossimo Consiglio)!!
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